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Storia
di una strada
In
un tempo non lontano, una buona strada attirava quotidianamente su di se
un considerevole transito di persone e di mezzi. Questa apprezzabile via
di comunicazione si trova in Italia nel Comune di Turismo che per la sua
conformazione ambientale ricorda molto da vicino quello in cui noi tutti
viviamo. La strada potrebbe somigliare a quella che conduce alla tua
casa o al tuo lavoro o a un’altra che percorri abitualmente e si
chiama la Tua Via. Accadde allora che in una fredda giornata dei
primissimi mesi dell’anno, all’epoca corrente, fu reso pubblico che
l’amministrazione comunale aveva approvato l’opportuno progetto di
procedere all’allargamento della Tua Via. Il progetto riscosse il
consenso dei cittadini confinanti che, per ampliare la strada, furono
ben contenti di rinunciare a una parte della loro proprietà: essi si
prodigarono in ogni modo per agevolare un accorto e sollecito avanzamento dei lavori. Le attività iniziarono
immediatamente e sembrava che tutte le circostanze fossero favorevoli
alla rapida conclusione dell’opera che per contratto doveva compiersi
entro tre mesi dall’avvio. Avvenne però che dopo lo sbancamento
dell’intera Tua Via i lavori proseguirono a singhiozzo, i giorni di
inattività divennero sempre più frequenti mentre gli addetti al
cantiere si ridussero a solo tre persone. Dopo quattro mesi i lavori
continuavano a procedere al passo di una lumaca e gli abitanti della Tua
Via furono costretti a vivere, per tutto il periodo, nel fango nei
giorni umidi o di pioggia e nella polvere in quelli secchi o di sole. A
subire le umiliazioni e i disagi della strada ancora accidentata furono
non solo i residenti ma anche tutti coloro che la percorrevano, a piedi
o con i loro veicoli. Il signor Ben, uomo d’indole corretta, meditava
sulla sfortunata condizione della “Tua Via” che per certi versi gli
rammentava la situazione di molte delle vie di comunicazione del Comune
di Turismo e del Mezzogiorno. “Le strade sono servizi essenziali
irrinunciabili – pensava Ben – la loro sicurezza e agibilità oltre
che essere vigente norma di legge, è un indicatore del grado di
sviluppo raggiunto da una comunità ed è una condizione imprescindibile
per far fiorire le comunicazioni, i collegamenti, i commerci, le arti, i
mestieri, le professioni , lo scambio di beni e servizi, la circolazione
della ricchezza e la prosperità dei residenti. Le strade accidentate
costituiscono un grave pregiudizio per gli interessi comuni, comportano
una precoce usura dei mezzi, il rapido logorio delle macchine nuove,
l’inconveniente di dover sopportare tutti quegli strani rumori e
cigoli che affliggono la maggior parte dei veicoli che transitano sulle
nostre strade, le crescenti spese di manutenzione e riparazione dei
mezzi che alleggeriscono ulteriormente il portafoglio dei cittadini e
delle loro famiglie...” Forse consapevole di ciò l’eloquente sindaco
del luogo - nella campagna elettorale che lo vide riconfermato nel suo
incarico – assicurò in comizio “l’immediato completamento della
Tua Via”. Nonostante l’urgenza, dopo due mesi il cantiere era sempre
aperto e l’opera sembrava non avere fine. Fu interpellato in merito
uno degli assessori il quale, a sua volta, promise, “l’ultimazione
dei lavori entro quattro giorni”, ed egli non volle essere da meno al
sindaco dal momento che i lavori vennero immediatamente interrotti e
trenta giorni dopo il cantiere era sempre più desolatamente in
costruzione. Da sette lunghi mesi ormai, la Tua Via offriva un triste
spettacolo di se, dissestata per tutto il suo tragitto era ridotta ad un
accumulo di detriti che in alcuni tratti a fatica permettevano la
circolazione di un solo veicolo per volta. Ai suoi margini dominava lo
squallore di una vegetazione selvaggia e incontrollata che velocemente
si impadroniva di quelle parti della strada in cui i detriti si erano
ammassati in cumuli impenetrabili alla viabilità. I veicoli
traballavano vistosamente. Le buche e gli avvallamenti disseminati
ovunque erano impossibili da schivare, le persone che vi transitavano
erano forzate a viaggiare a rilento perdendo così tempo prezioso. Un
altro danno che fu arrecato alla comunità, fu l’aumento della
sporcizia: le pozzanghere, il fango o la polvere lordavano i veicoli,
insudiciavano i vestiti e si insinuavano nelle case degli abitanti che
furono obbligati a un maggior consumo di acqua e detersivi per dover
provvedere, oltremisura, alle pulizie personali e delle loro cose.
Aumentarono le spese per le bollette dell’acqua e della luce e per
alcuni i conti della tintoria e i costi dell’autolavaggio. Ciò
nonostante i veicoli erano
quotidianamente sporchi, i vetri andavano puliti ogni giorno. A causa del
fango in alcuni punti i veicoli si impantanavano, negli altri tratti il
fondo li faceva slittare rendendo problematico il loro controllo. Nei
giorni asciutti i passanti respiravano la nube di polvere che il
traffico sollevava continuamente, la visibilità era scarsa, i freni
bloccavano le ruote ma non i veicoli che
scivolavano sul fondo sdrucciolevole prima di arrestarsi
definitivamente. Era evidente che in una simile strada il Comune di
Turismo avrebbe dovuto risarcire tutti i danni provocati da eventuali
incidenti che era suo compito prevenire. La circolazione dei turisti fu
scoraggiata e ciò fu causa di mancati guadagni a ulteriore danno
dell’economia locale e delle tasche dei cittadini. Le linee elettriche
e telefoniche vennero interrotte più volte e non mancarono altri
inconvenienti. Il lettore attento può facilmente
rendersi conto di come i cantieri aperti oltre i termini ragionevolmente
previsti comportano la moltiplicazione dei costi e dei disagi per i
cittadini che col passare del tempo si trasformano in sacrifici sempre
meno tollerabili. Erano passati sette mesi dall’avvio dei lavori che
avrebbero dovuto essere ultimati entro tre mesi e oltre che i limiti di
una sana amministrazione si erano largamente superati anche quelli della
decenza. Il perdurare della vergognosa situazione in cui venne
abbandonata la Tua Via, provocò lo sdegno dei residenti e lo scontento
dei turisti che vi alloggiarono durante la stagione estiva. Anche nel
Municipio la situazione della Tua Via era giudicata “vergognosa” dal
sindaco che si “scusava” con i cittadini del luogo e assicurava che
“avrebbero provveduto il mese successivo”. Tuttavia non se ne
vergognava lui stesso, ne sembrava essere una vergogna per la sua
amministrazione. Va detto che tra gli assessori vi erano dei galantuomini
che allargando sconsolatamente le braccia spiegavano di non potere fare
nulla per la Tua Via: non rientrava nelle loro competenze. La competenza
era dell’assessore ai lavori pubblici che, purtroppo, pareva non
essere in grado di svolgere le funzioni del suo ufficio. La Tua Via del
resto non era l’unico cantiere aperto oltre i termini contrattuali,
nel Comune di Turismo anche altre strade si trovavano nella medesima
drammatica situazione. E questi portavano a loro volta ad una ulteriore
moltiplicazione dei danni per la comunità, i cittadini e i turisti
erano obbligati a transitare su strade dissestate con tutta la serie di
note mortificazioni, le imprese edili chiedevano sempre più
denaro pubblico per completare i lavori. Lo sperpero dei soldi dei
cittadini comprometteva gli interessi della comunità dal momento che
avrebbero potuto essere usati più proficuamente, per esempio, per
tenere pulite e in ordine le altre strade. E quindi si autoalimentava il
circolo vizioso di strade rovinate, costi, sacrifici e mancati guadagni
per il cittadino, spreco del denaro della comunità e strade sempre
dissestate. Nel frattempo la stagione estiva stava volgendo al termine
ed era già tempo di bilanci per gli imprenditori locali: alcuni
scuotevano silenziosamente la testa in segno di diniego, gli altri si
esprimevano in questi termini, “la stagione è andata peggio del
previsto”, “l’annata è stata disastrosa”, “il notevole calo
è stato sia qualitativo che quantitativo”, qualcuno per
sdrammatizzare faceva dell’ironia “tutti abbiamo avuto il pieno e i
posti delle nostre strutture non bastavano a contenere le richieste dei
turisti” e poi aggiungeva “solo il 15 di Agosto purtroppo”. Il
negativo andamento della stagione estiva non fu l’unico argomento dei
residenti, anche le condizioni delle strade furono motivo di interesse e
di interventi. Come molte altre persone del comune di Turismo, anche Ben
aveva viaggiato sia in Italia che all’estero e aveva avuto modo di
verificare con i propri occhi che, ad eccezione di una parte del
meridione, nella maggior parte delle città e dei luoghi visitati le vie
di comunicazione venivano tenute nella massima cura dagli organi
preposti alla costruzione e al continuo mantenimento di strade sicure e
agibili. E ciò era vero anche per i molti cittadini - che avendo
vissuto esperienze analoghe - davano testimonianze nello stesso senso. Il
sentimento dei residenti riguardo alle strade del Comune di Turismo era
unanime, tutti le reputavano, inadeguate, in alcune zone quasi
disastrose, e tutti se ne lamentavano. Scandalose erano giudicate le
buche, ovunque presenti, che a volte potevano ingoiare le ruote di un
mezzo fino al suo asse. Tutti le trovavano insopportabili. Tutti
potevano constatare i danni che subivano continuamente le macchine che
vi transitavano. Tutti si rendevano conto del costante pericolo a cui
erano esposti i giovani che viaggiavano sulle due ruote. Tutti erano persuasi che le rovinose condizioni della strade
fossero un’importante causa del lento ma inesorabile declino del
turismo. Tutti sapevano delle ingenti perdite che
immiserivano l’economia locale. Tutti si sentivano danneggiati.
Tutti erano coscienti delle gravità della situazione e della necessità
di porvi urgente rimedio. “Non sono forse i cantieri aperti oltre i
termini contrattuali e le strade permanentemente accidentate prova di
inefficienza amministrativa degli organi del comune responsabili?” –
si chiedevano – “Non
devono forse gli amministratori fare in modo che i cittadini non paghino
l’alto prezzo di costi, sacrifici e mancati guadagni che ne
consegue?” Ben ritenne valido questo ragionamento, “se alle garbate
proteste dei cittadini fosse stato risposto con promesse o pretesti per
prendere tempo e giustificare ulteriori ritardi anziché completare le
opere nei termini previsti e ricoprire prontamente le buche delle strade
accidentate, avrebbero dovuto seguire sonore contestazioni
all’indirizzo degli amministratori responsabili…” Lascio
all’illustre lettore immaginare il seguito della storia.
Nota: Questa
racconto è frutto della fantasia ogni riferimento a fatti realmente
accaduti è puramente casuale.
Ringraziamenti: Desidero
esprimere la mia gratitudine alle numerose persone che con le loro osservazioni
hanno contribuito a migliorare questa storia.
A. G. |